Età evolutiva

Come interveniamo in età evolutiva

La proposta dello Studio è il risultato di molti anni di esperienza, di regole deontologiche, e di normative che riguardano la legge sulla privacy.

 

Innanzi tutto occorre sottolineare che lo specialista può occuparsi direttamente del minore solo su richiesta e autorizzazione di entrambi i genitori, anche se separati. E' indicata come indispensabile anche la presenza di entrambi almeno al primo colloquio(anche separatamente), a meno che un genitore non sia impossibilitato perchè molto lontano o per gravi motivi. In queste circostanze è auspicabile almeno un contatto telefonico.

 

In ogni caso, a meno che non vi sia un provvedimento giudiziario di decadenza della patria potestà, il genitore assente dovrà sottoscrivere un assenso firmato e accompagnato da fotocopia del documento di identità, che il genitore presente ci produrrà. Ma tutto ciò verrà ampiamente spiegato al momento della richiesta.

 

Questa procedura, cioè la presenza di entrambi i genitori, e il consenso di entrambi al trattamento del minore, a volte non è pienamente condivisa dal genitore richiedente che in alcuni casi riporta che  l'altro genitore è totalmente assente ed estraneo ai problemi del figlio o che non concorda con i motivi della consultazione.

 

Ma oltre ad essere  un vincolo legale imprescindibile, l'esperienza insegna che dal punto di vista della terapia stessa non sarebbe possibile dare per scontata una assenza che forse è proprio il nocciolo del problema.

 

Fasi della presa in carico di problemi che riguardano bambini e adolescenti fino al compimento del diciottesimo anno

Problemi psicologici e comportamentali e difficoltà di apprendimento. Accoglienza e valutazione clinica e interventi terapeutici



ñ      Una prima valutazione della richiesta che riguarda i problemi psicologici o comportamentali di un minore, avviene con i soli genitori e/o con genitori e figlio/a, ed è volta ad esplorare cause primarie, concause e significato di comportamenti e difficoltà che si possono esprimere in ambito famigliare, nelle relazioni con i coetanei, attraverso comportamenti che preoccupano i genitori(  regressioni, somatizzazioni, disturbi alimentari, del sonno, del controllo sfinterico, crisi oppositive), o, in età scolare, con  difficoltà negli apprendimenti. 


ñ     Sulla base di una scelta condivisa tra psicologo e genitori, alla prima valutazione può far seguito una più approfondita osservazione psicologica individuale e/o una psicoterapia del bambino, o viceversa un percorso terapeutico con i soli genitori o con tutta la famiglia. In quest'ultimo caso tale percorso è finalizzato ad approfondire dinamiche relazionali e nodi problematici all'interno del nucleo e ad una maggiore comprensione del problema e delle sue conseguenze sul bambino, sulla sua vita scolastica, sulla sua famiglia. In questi casi la consultazione può concludersi con una maggiore consapevolezza del problema, che di per sé può veicolare risposte educative più adeguate, un positivo cambiamento e nuove risorse all'interno della famiglia e della scuola. In alcuni casi questo intervento, seppur breve, può essere sufficiente per superare la fase critica.      

                                                                        

ñ     L'intervento individuale sul bambino e il sostegno psicologico ai genitori possono andare di pari passo, mentre l'intervento terapeutico sulla famiglia o sulla coppia di solito precedono o sono successivi all'intervento diretto sul bambino.

 

ñ     Quando ci si trova di fronte alle difficoltà di apprendimento, è necessario approfondirne la natura per escludere disturbi specifici o viceversa per individuarli più precocemente possibile al fine di intervenire in modo mirato in ambito didattico, psicopedagogico e riabilitativo. In questi casi la valutazione anamnestica, il colloquio e la prima osservazione vengono arricchite con una valutazione neuropsicologica specifica effettuata tramite test neuropsicologici e cognitivi. Tale indagine definirà la presenza o meno di un disturbo specifico dell’apprendimento, la sua entità ed i punti di forza su cui far leva per prefigurare le strategie compensative.

 

ñ     Nel caso in cui la valutazione diagnostica abbia individuato una difficoltà scolastica o uno specifico disturbo di apprendimento, al termine del percorso valutativo viene programmato un incontro di restituzione per il bambino e per la famiglia durante il quale viene illustrato e discusso quanto emerso ed eventualmente proposto alla famiglia un percorso personalizzato di tipo riabilitativo. Quando è necessario, oltre al percorso per gli apprendimenti, viene anche attuato un programma di rinforzo all’autostima. 


ñ     I temi della relazione scritta consegnata ai genitori comprenderanno la formulazione diagnostica, la descrizione delle competenze, dei punti di forza e delle fragilità e le indicazioni per sostenere lo studio, rinforzare l’autostima. Può essere inoltre suggerito alla scuola un progetto di recupero personalizzato che si avvale di strategie e strumenti compensativi. Se i genitori lo richiedono e se la scuola è interessata, è possibile anche incontrare direttamente i docenti per approfondire con loro le implicazioni della diagnosi e le strategie di recupero

Note sulla presa in carico in età evolutiva

  • Per quanto riguarda i minori, i nostri committenti sono i genitori ed è con loro che in prima istanza viene analizzato il problema e discusso l'eventuale progetto terapeutico

 

  • Grazie alla presenza nello studio di una èquipe multiprofessionale, sarà possibile, quando necessari, indagare su più versanti i problemi che si presentano in età evolutiva, soprattutto quelli che si esprimono con ritardi, difficoltà o inibizione ad apprendere,  disagio scolastico, disordini cognitivi, difficoltà attentive, problemi nell’organizzare e pianificare lo studio, lentezza nell’esecuzione , scarso investimento, comportamento di ritiro

 

  • I problemi possono avere le proprie origini in una fragilità neuropsicologica, derivare da un deficit specifico dell’apprendimento, ma possono rappresentare anche l’espressione di un problema emotivo, o di difficoltà nell’ambito delle relazioni intrafamigliari. A volte si tratta di un intreccio di concause, che vanno comprese  attraverso un approccio psicologico globale che si avvale di un’indagine psicodinamica e di valutazioni testologiche ed osservative  puntuali e mirate, volte ad individuare carenze e punti di forza

 

  • Dopo una accurata valutazione iniziale, mirata ad una più profonda comprensione del problema, si potrà, quando il problema lo richiede, procedere ad una valutazione neuropsicologica e ad un successivo eventuale trattamento. Ad esso, oltre alla relazione conclusiva,  potranno far seguito indicazioni ai genitori, e se questi lo richiedono,  alla scuola

 

  • Anche gli interventi a medio e lungo termine che proponiamo, richiedono spesso un approccio integrato, a cui possono contribuire competenze neuropsicologiche, psicodinamiche e di terapia famigliare o gruppale ra  emotiva e delle dinamiche famigliari